Selvaggina: povera di grassi, ricca di proteine, ferro e sapore

La carne di selvaggina fa parte delle cosiddette carni scure, più rubine delle classiche carni rosse come quella di manzo.
È una carne dalle eccezionali caratteristiche organolettiche e nutrizionali, riconducibili alla genetica e, soprattutto, all’alimentazione degli animali selvatici che vivono allo stato brado in completa libertà.

Rispetto a quella proveniente da animali d’allevamento, la carne di selvaggina può vantare una minore quantità totale di grassi, un migliore rapporto tra acidi grassi saturi e polinsaturi e un rapporto ottimale tra omega-6 e omega-3. Inoltre è molto ricca di proteine, in particolare aminoacidi essenziali, oligominerali come ferro e zinco ma anche vitamina B12.

La carne di selvaggina è naturalmente priva di residui farmacologici. Conducendo una vita libera, gli animali selvatici non sono sottoposti a trattamenti per la cura di patologie o infezioni o a scopo preventivo per evitare diffusione di malattie o per aumentare la produttività dell’allevamento. Tutte queste caratteristiche la rendono un prodotto ideale anche per chi segue regimi dietetici controllati o aspira a un’alimentazione sana, equilibrata e “naturale”.